VIDEO #2 – VIDEODREAMS – HYPNOSIS

by: dededey
Category :MUSIC

Parlaci un po’ della vostra storia come band, so che le vostre esperienze precedenti erano musicalmente un po’ diverse..

Io (Fil) e mio fratello (Marco) suoniamo insieme dal 2003. A quei tempi, pur non possedendo una gran tecnica, ci divertivamo a fare le cover dei Primus e dei RHCP degli anni d’oro, un po’ così come venivano. Eravamo più casinari e funkeggianti. Insieme a uno dei nostri migliori amici che suonava il basso, eravamo i Royale With Cheese (nessuno scriveva mai giusto il nostro nome nei flyer). Suonavamo del funk distorto e psichedelico, poca melodia. Vivevamo in bilico tra gli ’80 e i ’90, parlavamo citando “Do the right thing” di Spike Lee e “White Man can’t jump“, dal vivo facevamo le cover di “I want to pary on your pussy” dei RHCP e “Kick out the jams” degli MC5 e poi, ovviamente, andavamo a sempre a skateare.

Insomma eravamo giovani, ecco, incazzati col mondo. Ora il mondo ci ispira e basta.


videodreams - onthewrongside.it

 

Come è avvenuto questo percorso musicale?

Un giorno qualcuno ci ha detto che c’era qualcosa dei Talkin Heads dentro i Royale W.C.
Io li conoscevo solo di nome. Sono andato a casa ad ascoltarmi “Remain In Light” e lì è cambiato qualcosa, subito. Il funk incazzato non mi bastava più, c’era un bisogno di esplorazione nell’aria. Così dopo che i RWC si sono sciolti amichevolmente abbiamo messo da parte i pregiudizi che avevamo verso certi generi e abbiamo lasciato che le cose venissero fuori e basta, senza troppi filtri.

Nel 2009 sono nati i Videodreams e da allora quella voglia di esplorare non si è mai fermata. Nei primi tempi ha collaborato con noi Mattia Del Moro (Brown&The Leaves) e poi al basso si è inserito ufficialmente Maurizio Di Qual (ex Vanilla Resident). Ora siamo un trio, ma non è detto che lo saremo per sempre.

 

I 3 dischi che vi hanno influenzato maggiormente o in cui vi riconoscete maggiormente.

Questa è dura. Non è facile trovare dei dischi e dire “noi facciamo quella roba lì”, ma possiamo parlare più del “modo” di fare musica caratteristico di certi artisti che ammiriamo e dire “ecco, anche a noi piace fare musica così”. Quindi se dobbiamo tirar fuori 3 dischi potrebbero essere “Remain In Light” dei Talking Heads (se incontrassi David Byrne per strada gli direi solo “grazie”) poi “Odelay” di Beck e infine… non so se “Drums And Wires” degli XTC o “Kid A / Amnesiac” dei Radiohead o “Niño Rojo” di Devendra Banhart (ho barato, lo so).

 

Il vostro EP, è stato ben accolto dalla critica, dove lo si può trovare?E a quando il prossimo disco? c’è già qualcosa in lavorazione?

“The World” si trova in free-download sul nostro bandcamp. Si è stato ben accolto anche dal pubblico, e ci piace come stanno andando le cose. Ora stiamo lavorando insieme a Megaphone Records, loro sono fantastici ed è un vero piacere condividere il nostro cammino con loro (in questi giorni uscirà pure la compilation natalizia!).

Stiamo scrivendo cose nuove, sperimentando un nuovo modo di comporre le canzoni e credo che per il prossimo anno metteremo insieme il tutto in un nuovo disco, si. Se volete cominciare ad immaginare come sarà, questo è il mood:

“un piccolo mare infinito sulla cima di una montagna sacra africana circondato da una foresta di alberi elettrici profumati alla vaniglia”

 

Mi hanno detto che tuo fratello (il batterista) suona la chitarra meglio di te (ridendo)? è vero?     

Mio fratello suona tutto meglio di me, ma per far questo non ci vuole molto. Il fatto è che lui a 11 anni si imparava gli assoli di Gilmour, a 13 girava per casa col basso suonando “Tommy the cat” dei Primus (!) e a 16 me lo sono trovato su un palco a suonare cover degli Iron Maiden… Io probabilmente, mentre tutto ciò accadeva, ero a skateare.

 

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